Perché il disinteresse verso la protezione dei dati espone aziende e cittadini a rischi reali, in Svizzera e nel mondo
In un contesto in cui la trasformazione digitale accelera più rapidamente della consapevolezza normativa e organizzativa, la protezione dei dati continua a essere uno dei temi più sottovalutati — e al tempo stesso più critici — per imprese e istituzioni.
La nuova Legge federale sulla protezione dei dati (LPD), entrata in vigore nel 2022, rappresenta un passaggio fondamentale nel rafforzamento del quadro giuridico svizzero. Tuttavia, nella pratica, la sua applicazione reale appare ancora frammentata: molte organizzazioni si sono limitate ad adeguamenti formali, spesso documentali, senza un vero ripensamento dei processi interni e della governance del dato.
Questo scarto tra norma e realtà operativa apre quello che può essere definito un vero e proprio “paradosso del disinteresse”: da un lato la crescente centralità dei dati personali nell’economia digitale, dall’altro una diffusa tendenza a considerarne la protezione come un obbligo accessorio, tecnico o eccessivamente complesso.
A partire da questa contraddizione, il contenuto approfondisce lo stato attuale della conformità alla LPD, evidenziando come la mancanza di un approccio strutturato esponga le organizzazioni non solo a rischi regolatori, ma anche a vulnerabilità operative e reputazionali.
Lo sguardo si allarga poi al contesto internazionale, dove la protezione dei dati si conferma uno degli snodi più sensibili della contemporaneità digitale. Data breach su larga scala, attacchi ransomware capaci di compromettere infrastrutture essenziali, sistemi di sorveglianza avanzati in contesti a bassa tutela dei diritti e utilizzi non trasparenti dei dati da parte di piattaforme globali delineano uno scenario in cui l’informazione personale è diventata un asset strategico ma estremamente esposto.
In questo quadro, la protezione dei dati non può più essere interpretata come un mero adempimento normativo. Essa rappresenta oggi una componente essenziale della resilienza organizzativa, un fattore di continuità operativa e un presidio concreto dei diritti fondamentali.
Il messaggio che emerge con chiarezza è che il rischio non deriva soltanto dalle minacce esterne, ma anche — e soprattutto — dalla sottovalutazione interna del problema.
🎥 Video di approfondimento
Questo video presenta una rielaborazione strutturata dell’intervento dell’avv. Rosario Imperiali d’Afflitto al LPD Day 2026, tenutosi il 20 aprile 2026 a Lugano. Attraverso le slide utilizzate e i contenuti esposti, offre una lettura chiara e puntuale dei principali temi affrontati.